“Il futuro è adesso”, anche se in solitaria. Miccoli a sorpresa già candidato sindaco

Quali pensieri staranno affollando la mente di Ippolito, di Pulli, di Taurino…(giusto per citarne alcuni) quando al risveglio, ieri mattina si sono ritrovati davanti ai 6x3 di Miccoli che annunciano ufficialmente l’inizio della sua corsa a sindaco per la seconda volta?

A Squinzano la temperatura comincia ad alzarsi e non soltanto per la primavera che è ormai alle porte. Ma anche perché, dopo il voto politico, mentre era in atto nella maggioranza una coerente riflessione (concordata nell’incontro dell’altra sera) sullo tsunami a cinque stelle, il primo cittadino ha pensato bene di giocare d’anticipo.

Mino Miccoli con mega-manifesti dà fiato alle trombe ed annuncia la campagna elettorale 2018 ribadendo, a chi ancora non l'avesse capito, la sua leadership e l’intenzione a ricandidarsi a sindaco alla testa di “Squinzano viva”. Reazioni? Nemmeno l’ombra. Ma le bocche cucite sembrano essere più assordanti di qualunque dichiarazione… di guerra, celando l’amarezza di un’uscita pubblica non concordata con il gruppo.

La domanda è d’obbligo. Allora, perché il sindaco ha voluto spiazzare tutti ed uscire – a gamba tesa - col nuovo slogan “Il futuro è adesso”, sostituendo, peraltro, l’ormai logoro “Immagina il futuro” che accompagnò la campagna elettorale delle elezioni Amministrative del 2013, senza aver ricevuto la benedizione solenne dei suoi?

Avrà faticato tanto ad ingoiare il rospo il vicesindaco Andrea Pulli che attendeva, insieme con l’assessore Ippolito, la riunione di maggioranza fissata per venerdì sera (9 marzo) durante la quale, i due avrebbero dovuto far valere sul tavolo di governo, il peso del risultato elettorale (di gran lunga più incoraggiante rispetto a quello di Miccoli) di domenica scorsa, forti anche del fatto che oggi a Squinzano sono gli unici ad avere riferimenti politici in parlamento (Pulli con il senatore Dario Stefàno e Ippolito col deputato Roberto Marti, eletto nella Lega).

Come risponderanno Pulli, Ippolito, Taurino e gli altri alla manovra di Miccoli? La considereranno un azzardo ed ai limiti dell’arroganza? O, invece, essendo già abituati al gioco duro e semmai anche “sporco”, continueranno a rimanere immobili e incapaci a proferir parola… e a far valere le proprie ragioni politiche e non solo?