Mozione Pd: “una forte iniziativa politica a difesa della salute e a tutela dell'ambiente”

Presentata nei giorni scorsi una mozione a firma della consigliera comunale Mimina Maniglio in cui il gruppo consiliare Pd si rivolge al sindaco Mino Miccoli con una richiesta.

Ossia l’impegno a promuovere presso l’Unione dei Comuni del Nord Salento una forte iniziativa politica a difesa della salute dei concittadini e a tutela del territorio. Per la consigliera Maniglio “I Comuni del Nord Salento e i loro sindaci, anche nella specifica funzione di responsabili della sanità pubblica, debbono svolgere un ruolo propulsivo per sensibilizzare e alimentare il protagonismo della società civile”. La mozione parte dall’analisi degli ultimi dati elaborati da Arpa e Ares Puglia che, come si legge nella premessa, hanno sottolineato, ancora una volta, il nesso di causa-effetto tra le attività industriali di Cerano e del Petrolchimico e il peggioramento della situazione sanitaria, certificando che Cerano e il Petrolchimico di Brindisi inquinano e provocano danni alla salute delle persone. La diagnosi del monitoraggio, effettuato dal 2000 al 2010 sullo stato di salute di 223 mila cittadini residenti in 7 comuni brindisini, parlerebbe chiaro: la Centrale a carbone e il Polo petrolchimico immettono nell’aria vari tipi di veleni e tanti brindisini e leccesi si ammalano (e muoiono) in percentuale più alte rispetto a quanto accade nel resto della Puglia e del mezzogiorno. Dal momento che in questa indagine non sono rientrati anche i Comuni del nord Salento, nonostante nel 2007 il Consiglio regionale abbia approvato una mozione che prevedeva “l’allargamento dell’area a rischio ambientale ai comuni del nord della provincia di Lecce”, la consigliera Maniglio chiede di rapportarsi con i Comuni limitrofi della provincia di Brindisi già inseriti nell'area a rischio ambientale. Ultimo punto della mozione: “Verificare con la Regione Puglia tempi, modi e iniziative del processo di “decarbonizzazione” del nostro territorio con l’obiettivo di definire con il Governo nazionale, in coerenza con le conclusioni della conferenza sul clima di Parigi, l’immediata e graduale riduzione delle attività di Cerano per giungere alla sua chiusura definitiva anche prima delle scadenze fissate a Parigi (2025)”.