Il caso del feto nell'armadio: inchiesta chiusa e accusa d'infanticidio confermata

Per la legge e per la Procura, sarebbe chiusa l'inchiesta sulla triste vicenda avvenuta lo scorso febbraio e che sconvolse letteralmente la cittadina di Squinzano.

I fatti risalgono a nove mesi fa, quando una ragazza si presentò presso l'Ospedale di Copertino, a causa di una forte emorragia, e dove i medici si resero conto del recente parto affrontato dalla giovane. La stessa, secondo l'accusa, subito dopo aver partorito un feto morto (come dimostrò l'autopsia sul corpicino) a causa del cordone ombelicale avvolto intorno al collo, avrebbe nascosto lo stesso feto in un armadio, fino al ritrovamento, pochi giorni dopo, da parte dei Carabinieri della locale stazione. Dopo l'avvio delle indagini e l'incidente probatorio avvenuto lo scorso 11 ottobre, durante il quale la ragazza fece scena muta, nonostante le gravi colpe di cui era accusata, oggi la Procura, ordinaria e minorile, chiude l'inchiesta, confermando l'accusa d'infanticidio per la diciassettenne. Oltre a lei, indagata anche la sorella e il cognato, con i quali condivideva l'abitazione e i quali avrebbero sempre dichiarato di non essere a conoscenza che la ragazza fosse incinta. Tutti e tre rispondono delle ipotesi di reato di infanticidio e occultamento di cadavere e ora hanno venti giorni di tempo per chiedere di essere ascoltati e fornire nuove argomentazioni difensive.