Antonio Riezzo. Uomo speciale, cittadino esemplare, modello per i giovani

Se n'è andato in silenzio. Uno stile e una classe che lo hanno contraddistinto durante tutto il suo cammino.

Antonio Riezzo ancora un mese fa a “consumare” la villa, con indosso il pullover blu o anche pastello che lasciava appena intravedere il collo della camicia, su e giù tra un caffè al “Piazza”, la sosta alla solita panchina, il saluto per tutti, la battuta sul Milan e il commento ai titoli dei quotidiani. Politica (e non solo quella locale) e sport, quello da instancabile praticante e quello da appassionato tifoso: due tra le passioni di una vita. Dietro la storia, l'arte e le tradizioni popolari. In una parola, la cultura a tutto tondo.

Ieri se n'è andato. Gli mancava l'ultima tessera del mosaico familiare. Incastonata al posto giusto anche quella e lasciata in eredità al piccolo Mattia l'ultima lacrima, in punta di piedi, è passato sull'altra sponda. Come in una lunga passeggiata sull'arenile di Casalabate sognando la riva oltre l'orizzonte. Orgoglioso delle sue origini semplici, a Squinzano lo conoscevano tutti e non solo per essere diventato il genero dell'amato dottore Antonio Palaia. Il suo impegno straordinario da docente di matematica e da educatore dei suoi alunni che ha continuato a seguire da vicino e da lontano anche fuori dall'aula: i suoi ragazzi lo amavano e anche lui ricambiava con attenzione e senso del dovere fino alla fine; le parentesi da amministratore prima con la Dc e poi da tecnico esterno in una delle Giunte del sindaco Maggio. E poi la vocazione alla diffusione - sarebbe il caso di dire "porta a porta"- della nostra storia attraverso la radio, il teatro, gli incontri culturali; una dinamicità senza freni condita da ottima intuizione e incontentabile curiosità.

Lo sport e la natura cui dedicava molto del suo tempo specie dopo essere andato in pensione dalla scuola. La campagna che negli ultimi anni era diventato il suo pensiero fisso. L'epidemia dell'ulivo che gli aveva tolto la serenità. Mai fermo, mai domo, sempre inquieto dinanzi allo stallo che ha marchiato le vicende politiche degli ultimi vent'anni, da quando la seconda Repubblica ha spazzato via le ultime ceneri di un impegno appassionato seppur non privo di limiti e deficienze. Lui che non ha mai pensato di lasciare ad altri il suo posto in trincea nelle battaglie per i valori. Quelli cristiani prima di tutti. Infine, il focolare familiare. Rifugio e forza di uno spirito libero e rivoluzionario. Alimento quotidiano per dar fondo alle inesauribili riserve da spendere nel sociale. Per gli altri: un sorriso, una parola di conforto, una stretta di mano o un abbraccio, un consiglio pronto per tutti. Magari brontolando, ma spontaneo, quasi istintivo, certamente scaturito dal cuore. La città gli è grata. Se ne va un uomo speciale, un cittadino esemplare, un educatore, un modello da indicare alle nuove generazioni. Specie a quei ragazzi che si sentono chiamati all'impegno per il bene comune e che stanno imparando ad amare Squinzano, a curarla come casa di tutti, a viverla come villaggio nel quale le vicende delle persone e delle famiglie diventano patrimonio collettivo. Il professore Riezzo per loro, per noi tutti... resterà maestro per sempre. Grazie Antonio. (v.p.)