Si sente male in chiesa: salvato da un carabiniere e da sua moglie, poliziotta ferroviaria

Non è stata una mattinata semplice quella di ieri, 23 luglio 2017, per un anziano squinzanese e per chi si trovava, come lui, presso la Chiesetta Madonna di Fatima, a Squinzano.

Il signor Francesco, 80 anni passati, era intento ad ascoltare la Santa Messa, intorno alle ore 9, quando, a metà celebrazione, si è improvvisamente accasciato per terra, suscitando l'apprensione e la preoccupazione dei presenti, fino a far interrompere la funzione religiosa. Ma la prontezza e la tempestività di una coppia conosciuta e stimata in paese, che assisteva alla celebrazione, la cui presenza si è infine rivelata una vera e propria fortuna, ha fatto sì che le condizioni dell'uomo non precipitassero. Angela Giovane, di Squinzano, poliziotta in servizio alla Polfer (Polizia Ferroviaria) di Brindisi e suo marito, Eriberto De Cola, nato a Messina ma residente a Squinzano, Carabiniere in servizio presso il nucleo operativo di Lecce, con la professionalità, l'immediatezza e lo slancio che li contraddistingue, caratteristiche tipiche e indispensabili acquisite e affinate nel proprio lavoro e in tanti anni di esperienza, sono prontamente intervenuti per cercare di salvare la vita all'anziano squinzanese, prestando i primi soccorsi nell'attesa che arrivasse un'ambulanza. I due, dopo aver fatto allontanare i presenti, che intanto si erano avvicinati e radunati intorno all'uomo creando un po' di confusione, lo hanno steso per terra, sollevandogli le gambe e tentando di rianimarlo, mettendo in pratica gli insegnamenti del corso di primo soccorso svolto dai due.

“Dopo i primi soccorsi e le prime manovre di rianimazione, il signor Francesco sembrava essersi ripreso, facendoci tirare un sospiro di sollievo”- dichiara la signora Angela. “Non è passato molto tempo però, prima che l'uomo ricominciasse a stare male; era molto pallido, gli occhi vitrei, non respirava e non sentivamo più il polso. Avendo perso mio padre in questo modo, ho avuto davvero paura che la situazione potesse avere un epilogo tragico. Io e mio marito abbiamo fatto il nostro dovere, mettendoci tutto l'impegno possibile; abbiamo chiamato e sollecitato il 118, mentre abbiamo continuato a praticare al signor Francesco il massaggio cardiaco, nell'attesa che arrivasse l'ambulanza”- continua la poliziotta, che racconta l'episodio con un po' di commozione ma anche con grande soddisfazione, essendo stato, il loro tempestivo intervento, davvero efficace e indispensabile. All'arrivo del 118, l'uomo è stato trasportato in ospedale, dove poi è stato raggiunto dal nipote e dai figli, avvisati in tempo del malore del padre.