Il videosaluto di mons. Seccia. Anche il sindaco Miccoli presente a Palazzo Carafa

Lecce. Sabato 2 dicembre 2017 il nuovo arcivescovo farà il suo ingresso ufficiale nel capoluogo leccese. Con un dono speciale della Chiesa di Lecce. 

Dopo l'accoglienza da parte dei giovani delle parrocchie della diocesi, nel primo pomeriggio presso la Casa Madre delle Suore Salesiane dei Sacri Cuori, si recherà presso la Casa della Carità per poi raggiungere Piazzetta Santa Chiara.  Qui mons. Seccia riceverà un dono simbolico, ossia un libro bianco da scrivere insieme ai giovani, diretto ad evidenziare il ruolo attivo e molto significativo delle nuove generazioni nelle parrocchie, nonché il fatto che i giovani siano già nel cuore del nuovo arcivescovo. 

 

Subito dopo si sposterà a Palazzo Carafa dove riceverà il saluto delle autorità civili e militari nell’Aula consiliare. Interverranno il sindaco di Lecce Carlo Salvemini e il presidente della Provincia Antonio Gabellone. Saranno presenti anche il sindaco di Squinzano Mino Miccoli e i tutti i sindaci del nord Salento. 

L'arcivescovo Michele Seccia darà il via al proprio ministero con il dono del pastorale, segno augurale a chi giunge, che assume un valore altamente teologico: il nuovo popolo, la nuova comunità, il nuovo gregge si affida alla nuova guida, al nuovo pastore. Scriveva Sant’Ambrogio: il pastorale deve essere: in alto, ricurvo per radunare gli smarriti; nel mezzo, diritto per condurre i deboli; al fondo, appuntito per spronare i pigri. Il dono della Chiesa di Lecce al vescovo Michele, progettato e realizzato dai maestri orafi e docenti di arte dei metalli e dell’oreficeria del Liceo artistico “Ciardo-Pellegrino” di Lecce, Antonio Perrone da San Cesario di Lecce e Flavio Antonio Tricarico da Gallipoli, è composto da un bastone di legno d’ulivo tornito e da lastre e filo d’argento lavorate a mano, tirate a freddo, imbutite, sbalzate e cesellate. La parte superiore del bastone è avvitata al nodo centrale: una sfera in argento tirata a freddo e finemente martellata. Su di essa è applicato lo stemma episcopale di mons. Seccia disegnato e inciso a mano con i bulini. Il riccio (l’estremità ricurva in alto) saldato alla sfera, incastona ancora per circa un terzo della sua curva, il bastone d’ulivo tutto termina in argento imbutito e martellato. Dalla struttura in basso del riccio germogliano i ramoscelli, le foglie e le olive, sbalzati e cesellati, che lo abbracciano in modo speculare per l’intera curva. La scelta del legno d’ulivo e dei germogli argentei oltre a richiamare alcune pagine della Bibbia - una per tutte il tronco di Jesse - è un omaggio alla storia, alla cultura e alla tradizione della nostra terra. E alla pianta d’ulivo, in particolare, ferita dai malanni dell’epidemia dei nostri giorni. Il dono della Chiesa di Lecce al nuovo pastore racchiude e conserva tutto questo. Simbolo di un fervido e fecondo augurio di buon cammino al nuovo pastore. E alla sua nuova famiglia.