È morto Pippi Tommasi, l'uomo di fiducia che ha servito più di dieci sindaci

Se ne è andato Pippi Tommasi, portando via con sé un pezzo di storia squinzanese, lui che per il Municipio di Squinzano, ha rappresentato e rappresenterà sempre un'icona e un punto di riferimento.

Era nato il 14 marzo 1926 e per oltre 40 anni ha servito il Comune di Squinzano, con la qualifica di messo notificatore, un lavoro che per lui era molto di più, una passione, una specie di missione, in cui Pippi ci metteva il cuore prima di tutto, svolto con una devozione e una passione, che oggi è difficile da trovare. Uomo umile, disponibile, altruista, amico di tutti e sempre pronto allo scherzo; Pippi ha conosciuto e lavorato con più di dieci sindaci, Barba, Bacca, Manca, Cleopazzo, Indiveri, Pulli, Barbano, Giordano, Marzo, Maggio, Longo Beppe, Longo Renzo, Marra. Pippi li adorava tutti, nessuno escluso, indipendentemente dai colori e dalle ideologie politiche. Un uomo e un lavoratore d'altri tempi, come non se ne trovano più. Grande amico del segretario Uccella, anche lui scomparso, Pippi è stato al servizio anche di tre commissari prefettizi che si sono succeduti in questi anni al Comune di Squinzano; l'uomo, che nella sua lunga carriera, per lui sacra, ha notificato centinaia di atti, si è sempre distinto per la sua riservatezza, per l'affidabilità, per il rispetto che portava verso colleghi e amici e per la capacità di mettersi al servizio di chiunque.

I cittadini lo ricordano con la sua Fiat 500 beige, sempre in giro nel paese e a velocità sempre più moderata, dato l'avanzare dell'età; in pensione da molti anni, Pippi continuava ogni tanto ad andare in Comune, per respirare quell'aria tanto familiare e che, di certo, gli mancava molto, considerato il forte senso di appartenenza e attaccamento al suo lavoro, tipico di un dipendente-modello come lui era, triste quando andava in ferie, perché ne sarebbe stato lontano. Famoso anche per essere stato un musicista negli anni '40 con il suo violino, e uno dei pionieri delle orchestrine paesane, l'uomo, affezionatissimo al gonfalone comunale, che usciva dal Comune solo se era lui a prenderlo, lascia un vuoto incolmabile nella comunità squinzanese, che oggi perde un pezzo della sua storia più bella.